Interviste

Facciamo la conoscenza con Cinzia Cara

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Classe 1995 e giovane promessa della pesca sarda, è figlia d’arte e il suo sogno nel cassetto è poter gareggiare a livello nazionale. Ha un debole per la spigola e per l’agguato, che pratica con un 90 a doppia gomma di Jack Cubeddu

Cinzia Cara, classe 1995, una giovane promessa al femminile della pesca in apnea sarda e nazionale. Dai suoi profili Facebook e Instagram traspare una forte grinta e una passione verso quel mare che già dall’infanzia ha avuto modo di vivere e frequentare con assiduità.
Incuriosito dalla sua persona l’ho raggiunta telefonicamente per scambiare due chiacchiere e conoscere il suo punto di vista e i suoi progetti futuri nel mondo della subacquea.

°Chi è Cinzia Cara e come è nata questa tua passione per il mare?
“Sono nata e cresciuta in una famiglia dove il mare rappresentava la quotidianità. Tutto partì da mio nonno paterno, pescatore di professione nelle acque di Sant’Antioco e che trasmise questa sana passione a mio padre. La stessa passione che come un’onda ha travolto me e mio fratello. Ricordo che ogni occasione era buona per passare del tempo in riva al mare, aspettando che papà tornasse per ammirarne il carniere e per conoscere i nomi delle diverse specie catturate. Con la crescita e il passare degli anni abbiamo iniziato, seguiti sempre da papà, a muovere i primi passi in acqua, emozionati nel vedere quel mondo conosciuto solo attraverso i suoi racconti. Le prime attrezzature, il primo fucile a molla, la prima muta, accessori utili ad alimentare e accrescere una passione che non ha mai avuto periodi bui o distacchi; anzi, negli anni è cresciuta ulteriormente fino quasi a diventare un’ossessione. Una volta maggiorenne e finite le scuole superiori ho deciso di investire, oltre che in attrezzature nuove e molto più tecniche, nell’immancabile corso Apnea Academy, utile per migliorare le mie conoscenze e aumentare la sicurezza in un ambiente che per quanto bello e affascinante presenta diverse insidie».

A oggi cos’è per te la pesca in apnea e qual è la tua visione del “mondo rosa” in questo ambiente?
«Per me rappresenta la felicità. Mi regala quel genere di emozioni che nessun bene materiale riuscirebbe mai a trasmettermi. Adoro immergermi e perdere la cognizione del tempo, scappando dal mondo e dalle problematiche terrene per concentrarmi unicamente sul miglioramento personale finalizzato a catturare prede sempre più grosse. Per quanto riguarda, invece, l’espansione del “mondo rosa” nella pesca non sono sorpresa. Penso che la naturalezza con cui una ragazza possa appassionarsi a questa disciplina sia la stessa, seppur in numeri minori, che travolge tanti ragazzi di ogni età. L’influenza di un padre e di un fratello (come nel mio caso), ma anche di un amico o di un parente può essere la marcia in più per imparare qualche trucco e per avere sostegno e compagnia, soprattutto nei primissimi passi. Nel mio caso specifico non ho mai trovato contrasto o diseguaglianza con i ragazzi e soprattutto con alcuni amici si é creato il classico rapporto tra pescatori, dove ci sono i complimenti ma non tardano ad arrivare anche gli sfottò».

°Come vedi il mondo delle gare?
E’ un ambiente che mi affascina e che da quest’anno ho iniziato a frequentare più assiduamente partecipando ad alcune selettive. Non mi sento prontissima, ma la grinta e la determinazione non mancano e so che solo con la costanza nell’affrontare le situazioni riuscirò a capire come muovermi e come interpretarle al meglio. Nonostante ciò sono contenta di come siano andate. L’unico dispiacere e rammarico è non aver concluso il resto delle prove in circuito a causa dell’annullamento per il Covid».

°Che fucili usi e quale tecnica preferisci?
«Solitamente il mio compagno di avventure è un 90 a doppia gomma. Fucile con cui ho un ottimo feeling e che preferisco ad altre misure. La lunghezza dell’arma anticipa la mia preferenza per le tecniche al libero, l’aspetto ma, soprattutto, l’agguato. Penso che non ci sia niente di meglio che vedere la preda, studiarne i movimenti e finalizzare la cattura anticipandone le mosse, evitando rumori o errori; niente è più gratificante!».

°Hai qualche preda che ami insidiare più di altre?
«La spigola è indubbiamente il mio pesce preferito. Sarà perché è quella che incontro più spesso oppure per il fascino da predatore che la contraddistingue, fatto sta che fin dai primissimi esordi è la mia preda preferita, a pesca come a tavola».

°Come ti vedi nel futuro?
«Lo vedo sempre con la testa sott’acqua. Al momento sono un operatore socio sanitario, ma sono in cerca di un occupazione (magari inerente al mare), che mi permetta più tempo libero e una frequenza maggiore in acqua, così da potermi allenare spesso. Continuerò a seguire corsi specifici per migliorare le tecniche non solo di pesca, ma anche di compensazione e di respirazione e tutto ciò che ruota attorno all’apnea. A inizio anno ho avuto la possibilità, tramite Dario Maccioni, di farmi conoscere ed entrare nella grande famiglia Cressi. Motivo che mi rende parecchio orgogliosa del percorso intrapreso e che mi motiva ulteriormente a continuare con le gare a livello regionale, ma con la testa già proiettata alla possibilità di poterne disputare qualcuna a livello nazionale. Sarebbe un bel terreno di prova utile per la mia crescita; non mi tirerei assolutamente indietro!».

° Per quanto riguarda catture o risultati agonistici, hai un sogno nel cassetto?
«A livello agonistico, come detto precedentemente, l’obiettivo è partecipare a qualche competizioni nazionale o, addirittura, internazionale. Penso sia uno dei sogni che nutro maggiormente e spero prima o poi si possa realizzare. Come cattura la “grossa cernia” è in cima alla lista dei desideri e spero che prima o poi potrà avverarsi. Lo scorso anno, con il mio amico Cristian Cadelano, ho avuto modo di capire qualcosa in più. Vederlo all’opera e aiutarlo a lavorare un esemplare che si era intanato sotto di noi, in appena sette metri d’acqua, è stato davvero interessante. La nuova stagione è ormai alle porte e confido in qualche opportunità che tenterò di sfruttare al meglio».

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